Una mattina di primavera carica di tensione, sogni e battiti accelerati ha fatto da cornice a una sfida che valeva una stagione. Domenica 26 aprile 2026, allo Stadio Visentin, Paese e Casale Under 18 si sono affrontate in un dentro o fuori che non lasciava spazio a esitazioni. Tribuna gremita, occhi puntati sul campo e un’unica parola che rimbalzava tra spogliatoi e gradinate: continuare.
Fin dai primi minuti è il Casale a prendere in mano il destino della partita. I giovani “caimani” entrano in campo con autorità, imponendo ritmo e fisicità. Al 3° minuto è capitan Lucchese a rompere l’equilibrio con un preciso calcio piazzato, primo segnale di una giornata che porterà indelebilmente la sua firma.Il dominio ospite si concretizza con lucidità e qualità: prima una maul avanzante rifinita dal taglio perfetto di Toffolo, poi Bonotto che finalizza un drive nato da una touch nei 22 avversari. Lucchese è impeccabile dalla piazzola e il punteggio vola sul 17-0. Paese accusa il colpo ma non si arrende: al 30° arriva la reazione con una meta costruita con orgoglio dagli avanti e trasformata con precisione. Sembra il segnale di una possibile svolta, ma proprio allo scadere del primo tempo Casale colpisce ancora. Lucchese inventa un calcio millimetrico che pesca De Nardi all’ala: controllo, accelerazione e meta. Trasformazione ancora a segno e squadre al riposo sul 24-7 per i biancorossi.
La ripresa si apre con il cuore del Paese, che spinge e trova la seconda meta al 7°. La partita si riaccende, il pubblico cresce, la tensione si fa palpabile. Ma nei momenti chiave emerge ancora la qualità del Casale: Lucchese disegna calcio e visione, libera Sacilotto Karol sull’out che serve De Nardi per la doppietta personale. Al 15° il tabellone dice 29-12.Quando tutto sembra indirizzato, il rugby regala la sua essenza più pura: battaglia, sacrificio e orgoglio. Negli ultimi dieci minuti succede di tutto. Casale resta in 14 per un cartellino giallo, Paese sente l’odore della rimonta e si riversa in attacco. Due mete in cinque minuti, entrambe trasformate, riportano i padroni di casa a un solo possesso: 29-26. Il Visentin è una bolgia.E proprio lì, sul filo, emerge l’anima dei “caimani”. Placcaggi disperati, linee difensive perfette, cuore oltre l’ostacolo. Casale resiste all’assalto finale senza concedere più nulla. Poi, a tempo scaduto, ancora lui: Lucchese. Calcio di punizione, sangue freddo e pallone tra i pali. 32-26. Fine.
Esplode la gioia. I compagni dalle tribune invadono il campo, simbolo di un gruppo unito, che ha saputo soffrire e meritarsi ogni centimetro. Una vittoria costruita con talento e carattere, firmata dal “man of the match Lucchese” ma condivisa da un’intera squadra.Ora lo sguardo è già rivolto avanti, verso Trieste. Perché il cammino continua, e dopo una battaglia così, nessuno vuole smettere di sognare.
Articolo : Diego Cestaro
Foto : Alessia @actioncamera








